Il Cambiamento

A volte sembra che tutto ci stia crollando addosso e in un tempo brevissimo ci troviamo proiettati in una vita che non conosciamo, che non potevamo immaginare e soprattutto non pensavamo di meritare.

Questo è il cambiamento, la costante della nostra vita e per quanto ogni giorno abbiamo a che fare con il cambiamento, non ci sentiamo mai pronti a cambiare.

C’è una dimensione che dobbiamo conoscere per farci trovare pronti, per quanto possibile, perché una delle caratteristiche delle trasformazioni alle quali siamo soggetti, è che non arrivano mai con il preavviso, ma la maggior parte delle volte sono immediate e apocalittiche e ogni istante può stravolgere la vita.

Come esseri umani tendiamo a rassicurarci e accomodarci. Pensando che le condizioni che viviamo in uno specifico momento non possano modificarsi più di quanto noi stessi possiamo immaginare. Questa è la nostra grande illusione.

Questo è il grande conflitto della vita, per progredire dobbiamo soffrire, perché in condizioni statiche, non percepiamo il reale sentimento, e solo allora combattiamo emotivamente, facendo emergere la nostra reale natura, con una forza impetuosa e incontrollabile, quelli siamo noi.

Che ciclicamente ci ammaliamo, soffriamo, piangiamo e osserviamo a ritroso i nostri sbagli o gli sbagli altrui, ai quali purtroppo possiamo solo assistere e dopo aver fatto tutto quello che è nella nostre possibilità, lasciar andare e continuare.

Qual è allora la riflessione che può permetterci di capire e per quanto possibile anticipare il cambiamento?

Sapere che le emozioni devono essere riconosciute, rispettate e alimentate costantemente, che non c’è un’area della vita meno importante di un’altra.

Che devi immergerti in un’area di positività.

Che ognuno di noi deve conoscere se stesso e pensare con la propria mente e con il proprio cuore. Evitando che le sentenze altrui possano contaminare le nostre scelte nei momenti decisivi perché ognuno di noi pagherà individualmente il prezzo dei rimpianti.

Che per quanto ricordiamo la fine delle cose, e pensiamo che alla fine succederà, alla fine è stato e alla fine sarà. Il tragitto è l’essenza e quando parliamo di emozioni non esiste contenuto ma solo intensità.

Che il coraggio in natura non esiste ma esiste solo la paura vinta.

Che il nostro tempo è limitato e siamo tutti innovatori della nostra storia personale.

Che molti dei nostri errori sono dovuti al fatto che applichiamo sempre le stesse strategie, perché diversamente sarebbe già un grande cambiamento.

E soprattutto che spesso per intraprendere la nostra direzione, è necessario fare due passi indietro per farne uno avanti.