Superare i Fallimenti

La storia narra che aveva da poco cominciato a lavorare come disegnatore di fumetti per un giornale, quando il direttore lo convocò nel suo ufficio per licenziarlo perchè dimostrava «mancanza di idee e di immaginazione. Quel disegnatore era Walt Disney
Ci fu anche uno scrittore che dopo essere stato rifiutato da oltre 30 case editrici per la pubblicazione del suo primo libro, gettò la bozza nel cestino, ma sua moglie lo convinse a riprovare. Quel libro è diventato poi uno dei libri più venduti al mondo e quello scrittore è Stephen King.
Oppure quello studente ai genitori del quale fu riferito che non era abbastanza intelligente, ma lui applicandosi dimostrò il contrario. Era Albert Einstein.
E uno dei più famosi, che a 30 anni fu licenziato dall’azienda che lui stesso aveva fondato, per poi tornare a guidarla e trasformarla in uno dei maggiori successi al mondo: Steve Jobs.

In ogni storia ci sono momenti di grande sofferenza, espressione di un profondo dolore interiore, che contribuiscono in modo decisivo a influenzare le scelte che facciamo.

Non abbiamo mai conosciuto grandi persone che abbiano avuto una vita facile, perché è proprio nei momenti di difficoltà che emergono parti di noi stessi fino a quel momento sconosciute.

Il Fallimento, il dolore, il dispiacere, i problemi e lo stress, sono una costante della nostra vita, ai quali dobbiamo dare un significato per poter crescere. Spesso si tratta di emozioni evocate da eventi che sono fuori dal nostro controllo, come una malattia e la morte, altre volte, pur apparendo risolvibili, si trasformano rapidamente e non ci permettono più d’interagire, se non metabolizzando il sentimento ed evolvendoci in altre forme, prendendo decisioni che non avremmo mai preso fino a quel momento, e ammettendo a noi stessi che reagire non è un’opzione ma un obbligo determinante per la vita.

Cadiamo soffriamo e ci deprimiamo, fa parte del gioco, a volte possiamo contare sulla mano delle persone che abbiamo vicino e che ci amano, altre volte dobbiamo fare da soli. Tutte cose che non menzioniamo nel nostro curriculum, ma che insegnano più di qualsiasi università.

E’ sempre così, la vita ci sbatte, ci soffoca, ci percuote, ci costringe a superare difficoltà che sembrano insormontabili e ci sentiamo frustrati davanti a situazioni che non riusciamo a comprendere ma alle quali dobbiamo reagire. E ad ogni giro, quando tocchiamo il fondo dell’abisso, in qualsiasi ambito della nostra vita, avviene una scoperta, conosciamo una nuova parte di noi stessi, capace di sorprenderci perché fuori dalla nostra immaginazione.

E’ in quel momento, ad ogni porta chiusa in faccia, ad ogni crisi, ad ogni sconfitta, che dobbiamo reagire con l’energia interiore, con il desiderio di vivere e non sopravvivere, consapevoli della propria natura, quella di persone che progrediscono grazie ai fallimenti e senza di essi non impareremmo niente di nuovo.

Tu sei responsabile delle tue scelte, tu credi in ciò che fai. E capirai che il gusto amaro ti serve per estrapolare nuove percezioni e capire l’armonia degli eventi che ti ha portato fino a qui.

Ricorda che ogni fallimento è parte di un disegno più ampio che sarà evidente alla conclusione di ogni capitolo della vita e in conclusione della vita stessa e che dentro di te c’è un talento innato a ripartire.
Ricorda che non siamo soli, e parlare delle proprie emozioni permette di condividere l’esperienza e di creare energia, per quanto soggettive siano certe condizioni, sono parte dell’umanità che ci accomuna.

E soprattutto ricorda che per quanto la vita ti sbatta e per quante volte tu possa fallire o soffrire, non perderai mai il tuo valore e potrai imparare lezioni che faranno di te una persona migliore. Come disse John Lennon, “Andrà tutto bene alla fine. E se non va bene, non è la fine”.